“Angie, you’re beautiful, but ain’t it time we said goodbye
Angie, I still love you, remember all those nights we cried…..”
A volte bastano poche note che passano alla radio e tutto ad un tratto, senza neanche rendertene conto, ti ritrovi là..
Ti ritrovi a ripercorrere con i pensieri gli anni più belli, quegli anni che sono ormai indelebili tra i ricordi.
Comincia tutto con questa canzone, “Angie”, dei mitici Rolling Stones, una canzone a cui ancora dopo tanti anni sono così affezionata e che ha rappresentato la colonna sonora della mia adolescenza:
Erano gli anni Settanta; i mitici, unici, memorabili anni Settanta.
È stato il decennio che mi ha vista crescere, alle prese con i primi balli, i primi amori, le prime uscite tra amiche; ma è stato soprattutto il decennio in cui il volto di un intero paese è stato sconvolto da eventi che hanno cambiato il corso della storia italiana.
Ma una cosa per volta.
come ho già detto, comincia tutto con Angie, tormentone dell’estate 1973, quando io avevo appena 12 anni e mio fratello mi portava con lui alle prime feste in casa tra amici;
quando bastava un ormai estinto mangiadischi ad animare una serata;
quando i ragazzi ancora ti invitavano a ballare i lenti;
quando la domenica non potevano circolare le macchine perché vigeva l’Austerità.. e allora tutti in strada con bici e pattini sulle note di Smoke On The Water;
quando ce ne stavamo tutti chiusi in una stanza ad ascoltare l’ultimo disco dei Pink Floyd;
quando la moda era basata sui pantaloni a zampa di elefante, o meglio denominati a campana, con le camicie con i collettoni e i famosi rayban;
quando d’estate spesso organizzavamo serate sulla riva del mare e bastava davvero niente: un fuoco, un gruppo di giovani adolescenti , qualcuno, tra cui mio fratello, che provava a suonare la chitarra con scarsi risultati ma con l’ allegria nel cuore, per poi ritrovarsi a cantare a squarciagola ” anima miaaaa , torna a casa tuaaaa ” oppure la canzone che ha segnato sicuramente un’ epoca x quanto riguarda la musica italiana: ” questo piccolo grande amore”;
Musica e cinema, ecco cosa ha segnato la mia adolescenza.
Sono stati gli anni di film e musical eccezionali, basti pensare a “La febbre del sabato sera” su tutti, che è poi diventata una vera e propria intramontabile icona per i giovani del tempo; è stato l’evento che ha portato alla popolarità il grande fenomeno della Disco Music, della quale mi sono subito innamorata e per molto tempo ne ho coltivato una passione sfegatata, ma soprattutto è stato il lancio di un nuovo stile di vita, quello eccentrico alla Tony Manero, fatto di vestiti, colori, acconciature ed accessori tuttaltro che sobri e moderati.
E poi, sulla stessa scia, le regine della Disco Music: Donna Summer e Gloria Gaynor, solo per citarne alcune.
Erano o non erano gli anni di uno sfrontato “I will Survive?”
Per non parlare poi della risposta maschile allo stesso genere musicale con i Boney M………….
…….e i Village People:
Era un vero e proprio inno all’eccesso, alla libertà, passando appunto dal look alla realtà comune dell’epoca, da contestare in ogni sua forma.
Infatti, se da un lato gli anni settanta hanno segnato la leggerezza propria dell’età adolescenziale, dall’altro hanno visto un Paese in piena crisi politica e sociale, i cui effetti venivano senz’altro sentiti di riflesso da ciascun giovane.
Erano gli anni in cui ci si batteva per il diritto all’aborto e al divorzio, erano gli anni del rapimento di Moro e delle Brigate Rosse, gli anni del terrorismo; in una parola: in tutto e per tutto, erano veri e propri “anni di piombo”, che hanno cambiato per sempre il nostro Paese.
Ma non posso parlare di quegli anni così belli per me, senza che un pensiero speciale mi riporti a due persone davvero care: mio fratello Mario e la mia migliore amica Angie, che purtroppo adesso sono entrambe lontane.
È a loro, con tutto il cuore, che dedico questa “nostra” canzone…
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—Spagna |
Ho bisogno del mare.
Ne ho bisogno anche ora che è ancora notte.
Il mare
perché possa di nuovo tornare a nascere libera da ogni preoccupazione.
Il mare,
affinché mi consoli del vuoto scomposto che mi ha lasciato sul corpo la notte.
Ho bisogno del mare
perché non c’è riposo nella mia anima.
Tutto s’agita dentro di me.
Come la marea, tutto è in movimento.
Un onda e poi un’altra.
S’infrangono sentimenti e desideri sullo scoglio delle mie labbra.
S’infrange musica ed incanto sulla riva della mia ispirazione.
Ho bisogno del mare
per raggomitolarmi sulla sabbia umida e restare lì a guardare l’azzurro cielo estivo che si muove sopra la mia testa oppressa dai pensieri,
invidiando il volo lieve di un gabbiano che si dirige in un luogo lontano,
un luogo così in alto che io non potrò mai raggiungere .
Ho bisogno del mare.
Ne ho bisogno come il sangue che scorre impetuoso nelle mie vene.
Io stessa sono mare.
Io stessa sono tempesta ma anche riposo.
Io stessa piango lacrime salate di gioia quando il sole torna a giocare con i miei capelli al placarsi di una burrasca.
Ho bisogno del mare,
ne ho bisogno per mettere il mio cuore in una bottiglia
e lasciarlo naufragare…
…verso l’orizzonte…
_dal web_
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—Spagna |
Ci sono cascata di nuovo.
Mi ero ripromessa di non farlo più,
di non prendermi più nessuna responsabilità ,
di godermi un meritato tempo di pace…
e invece…
eccomi di nuovo qua a combattere contro un branco di colleghe inferocite che non aspettano altro di attaccarsi l’una contro l’altra
senza mai, tuttavia, scontrarsi direttamente….
Eh si, perché l’attacco laterale per una donna è l’arma migliore …
l’importante è che nel mezzo esista sempre un parafulmine in grado di assorbire la giusta energia …
Per natura non sopporto l’incoerenza,
ma purtroppo sono costretta, come la maggior parte di noi,
a conviverci nel bene e, come più sovente capita, nel male.
Persone che prima dicono una cosa e nemmeno dopo due ore dicono l’esatto opposto.
Ho dovuto armarmi di pazienza , trattenere la rabbia , ingoiare molti rospi per ottenere alla fine un clima accettabile,
anche se sempre minato da una calma apparente….
La rivalità tra donne si respira nell’aria….
E’ come stare su una polveriera …
da un momento all’altro la miccia può innescare il disastro…
E la miccia è arrivata…
Ha fatto il suo esordio scatenando una faida senza fine…
ha destabilizzato tutto e tutti e mi sono ritrovata nuovamente a ricoprire il ruolo di arbitro,
sperando vivamente di non essere io quella che dopo
verrà strattonata per i capelli.
Ho iniziato con l’ignorare …
poi ho provato a parlare, alla fine a farmi sentire;
ma c’è una verità che dice:
” Non devi mai discutere con un Idiota….
ti trascina al suo livello e dopo ti batte con l’esperienza…”
quindi….
TI FREGA…
< Siediti sulla sponda del fiume, e aspetta con pazienza.
Prima o poi vedrai passare il cadavere del tuo nemico >
Così dice il saggio cinese, ed è quello che farò:
ASPETTERò….
Beh, ovviamente dove lavoro non c’è un fiume, ma posso cmq sedermi sull’argine di un fosso e aspettare…
Aspettare che arrivi il momento in cui il nemico abbia bisogno del mio aiuto….
e solo allora diventerà cadavere….
dopo che avrò sferrato il colpo finale.
Pietà???
…Nessuna….
Voglio tranquillizzare tutti voi, ma soprattutto Navigator, che oltre ad essere socio onorario del blog è anche collega di lavoro e conosce bene la situazione:
_ Stai tranquillo Fabio, _
_ NON LO FARò…. _
_ la pistola è scarica……. _
Ma la sciabola ….

…È ben affilata……
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