Archive for Gennaio 2008

La Piratessa 2 - L’arroluamento

Gennaio 31, 2008, 11:36 pm

Dopo una lunga giornata di colloqui per arruolare la ciurma, la piratessa era stanca.
L’unica ad essere arruolata era una scimmietta con vestito rosso, che le si era presenta al banco. Aveva presentato tanto di referenze. Aveva con se’ la foto del piu’ grande pirata dei sette, ma anche otto, mari.

Il Pirata Buconero

piratessa cool Si erano presentati oltre 100 candidati. Ma tutti furono scartati. Le si erano presentati solo vecchi e pazzi e vecchi pazzi.
Ecco chi si era presentato. Oramai li riconosceva a miglia di distanza. Ne aveva la nausea.
O erano troppo avanti con l’eta’ o erano pazzi da legare.Era sfinita e demoralizzata.Ma chi se non i pazzi avrebbero condiviso quella grande meta che si era prefissata?
Diventare la piu’ grande piratessa dei sette mari, ma anche otto, piu’ famosa dell’ormai famoso pirata:
Il Pirata Buconero.
Decise vista l’ora tarda di andare a bere birra in quella vecchia taverna che le aveva suggerito uno dei tanti aspiranti.
Sbaracco’ da quel tavolo arrangiato da una grossa botte malandata e si incammino’ verso il locale.

“Incamminati verso nord, e inoltrati per 10 minuti nella foresta buia” le disse il vecchio fumatore “Riconoscerai che sei vicina al locale dall’ululare dei lupi e dal squittire dei topi. La foresta si fara’ piu’ cupa e spettrale.”

Il locale le racconto’ il vecchio fumatore era stato aperto anni prima da un certo Dario Doblone D’Argento e si chiamava:
“Il TRANSilvania”.
All’interno casse da morto facevano da tavoli. E una donna con due grandi tette girava per i tavoli con un grande e lungo serpente che teneva sulle spalle. Gli avventori del locale oramai non le facevano nemmeno piu’ caso. Lugubri camerieri prendevano le ordinazioni e servivano ai tavoli.

La futura piratessa dei sette mari, ma anche otto, osservo’ tutto il locale, nonostante una luce fioca e lugubre. Il locale era pieno e animato. Derelitti della societa’. Assassini. Violentatori. Sicari. Ecco la gente che frequentava quel posto. Si aggiro’ per i tavoli in cerca di uno libero. Lo trovo’ in un angolo remoto. Quasi buio. Non ci penso’ due volte e si sedette.
Con un cenno attiro’ l’attenzione del cameriere. Un tipo grande e grosso, alto piu’ di 2 mt. Pallido in volto. Le si avvicino’ e le disse:

“CHIAMATO?!?!”

( Ed ora passo la palla a Dylandog, continua la storiella poi indica chi deve continuare.)

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Donna…

Gennaio 31, 2008, 10:03 pm
DONNA
woman

Nel tuo esserci l’incanto dell’essere,
La vita, tua storia,
segnata dal desiderio d’essere
semplicemente donna!
Nel tuo corpo ti porti,
come nessun altro,
il segreto della vita!
Nella tua storia
la macchia dell’indifferenza,
della discriminazione, dell’oppressione…
in te l’amore piu’ bello,
la bellezza piu’ trasparente,
l’affetto piu’ puro
che mi fa uomo!

donnarosa
Eliomar Ribeiro de Souza
(poeta brasiliano)

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—Spagna | 2 comments
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Per non dimenticare:La storia dei triangoli e delle stelle…

Gennaio 27, 2008, 9:58 pm

27 gennaio, il giorno della memoria.
Per tutte le stelle e i triangoli del mondo.
Per TUTTI…
candelastellacandela

La storia dei triangoli e delle stelle.

- Raccontami una storia.
- Non si ha sempre voglia di raccontare storie.
- Dai, raccontami una storia, ti prego.
- Va bene. ma questa volta è una storia vera e triste e disperata.
- No! raccontami una storia come fai te!
- Perché, come le racconto io?
- Le racconti strane.
- Ma questa è una storia vera, non posso farla strana.
- Sì, dai, provaci!
- Ma senza ‘c’era una volta’.
- Va bene. - prendi un foglio di carta.
- Perché?
- Dai, fai come ti dico.
Prendi un foglio di carta… disegnaci sopra una stella, e dei triangoli… ecco, bravo, alla stella però ci aggiungiamo una punta in più.
Una strana stella, di sei punte.
Adesso colora la stella di giallo, e i triagoli uno nero, uno rosa, uno rosso.
Bene.
Adesso ritagliali.
Ecco.
La storia comincia proprio da questa stella e questi triangoli.
Sono belli, vero? sono colorati.
Eppure ci sono stati uomini, un tempo, che hanno fatto stelle e triangoli colorati e li hanno attaccati ai vestiti di altri uomini e hanno detto: tutti quelli con la stella gialla con sei punte e con i triangoli non sono uguali a noi e allora no, no, no,noi nel nostro mondo non ce li vogliamo.
Prima li hanno mandati via.
Poi li hanno inseguiti.
Poi hanno costruito interi villaggi, e ce li hanno messi tutti dentro.
Nemici! li chiamavano.
Diversi! li definivano.
E gli uomini avevano imparato a odiare gli uomini e lo facevano così bene che erano arrivati a vedere in loro diavoli e mostri, orchi e streghe.
Erano mostri quelli con le stelle a sei punte, erano orchi quelli coi triangoli rosa, erano streghe quelli con il triangolo rosso e così via.
Erano così accecati che non vedevano più bambini, donne, ragazzi come loro. No. Non li vedevano più.
Così è successo che gli uomini che vedevano orchi streghe e diavoli sono diventati loro orchi streghe e diavoli e hanno cominciato a fare come fanno gli orchi, le streghe e i diavoli: strappavano il cuore della gente.
Lo facevano rubando i ricordi, le famiglie, lo facevano togliendo i sogni, cancellando i colori, fino a che rimanevano solo delle stelle gialle stropicciate e dei triangoli rosa o rossi per terra, infangati e rovinati.
Un giorno tutto era finito, ma era stato troppo tardi: perché troppe stelle e troppi triangoli erano stati strappati, e ognuno di quelli era un cuore perso.
Così gli uomini, che erano tornati uomini, avevano deciso insieme di prendere tutte quelle stelle e quei triangoli caduti per terra. li avevano lavati con le lacrime, stirati con i baci, colorati con il ricordo.
Poi li avevano messi tutti insieme, perché gli uomini sono uomini, e la diversità non è il male ma anzi è la bellezza dell’universo, li avevano messi tutti insieme e affinché nessuno si dimenticasse avevano deciso di dedicare un giorno speciale a quelle stelle e quei triangoli.
Si chiama ‘il giorno della memoria’, perché gli uomini si ricordino di quando gli uomini avevano visto orchi e si erano trasformati in orchi loro stessi.
Si ricordino e non succeda mai più.
Adesso prendi quelle stelle e quei triangoli e mettili da qualche parte, in camera tua: ti serviranno a ricordare questa storia, e a non dimenticare che in ogni uomo c’è un mostro, ma se ne siamo consapevoli sappiamo domarlo.
- E’ una storia strana e brutta.
- non tutte le storie sono belle.
- questa non mi è piaciuta.
- Questa avrei voluto non raccontarla.

MAI.

rosaspinata

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