Archive for giugno 2009
LA FELICITA’
giugno 21, 2009, 2:05 amLA FELICITA’

Tutti la cercano
ma pochi la trovano
Tantissimi l’hanno già
ma non si accorgono di averla
Tanti si accorgono di averla avuta
quando ormai non l’hanno più
Moltissimi sono convinti dipenda dal denaro
Molti la confondono con la serenità o
l’euforia dei momenti migliori
I materialisti credono sia il piacere
I romantici pensano sia l’Amore
Gli ammalati dicono che é la salute
Io dico che é la vita
Chi si é trovato sul punto di morire
(e non é morto)..é felice..perché?
..perché VIVE.
_Omar Falworth_
Grazie Cinzia
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—Spagna | 1 comment
(posted in the Poesie category)
Ho ucciso Peter Pan
giugno 3, 2009, 2:41 amChi di voi crede ancora nelle favole?
Le favole quelle classiche e antiche intendo…
quelle in cui le principesse trovano il loro principe azzurro e vivono felici per l’eternità , quelle in cui ci sono personaggi fantastici ed eroici al di là di ogni immaginazione, quelle in cui i bambini volano e lottano contro tutto e tutti pur di non essere costretti a crescere…
E se siete tra i pochi fortunati che ancora riescono a credere in qualcosa di simile, ditemi che cosa provereste se vi rivelassi che qualcuno “ha ucciso Peter Pan”?
Ebbene sì.
Qualcuno, in questa storia, ha eliminato quel simpatico ragazzino in calzamaglia verde che si divertita a svolazzare per l’ “Isola che non c’é” con i suoi sogni ed il suo enorme entusiasmo.
Chi é stato?
No, no… nessun Capitan Uncino stavolta, lui non c’entra.
Nessun Uncino, nessun Coccodrillo.
E allora? chi é stato?
Vi sembrerebbe così tanto strano se vi dicessi che forse, ma dico forse, c’entra un pirata di questa pazza nave?
Quel vecchio caro mozzo indisciplinato del Greko…
Ebbene si ragazzi … proprio lui ha deciso di scrivere un racconto dal
titolo:
*HO UCCISO PETER PAN*
Proprio in questi giorni ho trovato il suo diario di bordo chiuso e
nascosto nella sua “Tana”
http://latana.org/blog/greko/…
E il primo capitolo iniziava così:

* L’ UOMO NERO ! *
“Ho paura”
disse la bambina, mentre la mamma si preparava a spegnere l’abat jour. La bimba si era portata la coperta fin sulla testa e le si vedevano solo le piccole dita che ne stringevano il lembo superiore. La mamma si preoccupò per quella reazione inattesa. Mai la piccola aveva avuto paura di dormire con la luce spenta. Fuori il tempo non aiutava. Era tutto il pomeriggio che diluviava, alcuni tuoni caddero vicino facendo molto fragore, di tanto in tanto dei lampi illuminavano a giorno la stanza della piccola e il vento ululava lamentoso il suo passaggio. La pioggia scrosciava incessante e il vento iracondo aprì le finestre entrando con tutta la sua furia creando scompiglio sul comodino sotto la finestra: un libro di fiabe si apri a metà liberando delle pagine scritte a mano e facendole danzare per la stanza. La mamma corse a chiudere le finestre, questa volta accertandosi che fossero chiuse bene e raccolse i fogli dal pavimento. La furia del vento era ora diventata un lontano lontanissimo lamento, se ci si affacciava alla finestra però se ne poteva vedere l’opera: lattine che rotolavano lungo la strada, alberi che si muovevano, giornali che volavano. La notte era nera come le nuvole che sovrastavano la città . La luce dei lampioni faticava a illuminare la strada.
“E di cosa ha paura la mia piccoletta?” Le domandò la mamma e si accomodò sul letto accanto alla bimba
“Dell’uomo nero.” Rispose la piccola. Dalla coperta spuntava ora metà viso e le si vedevano solo gli occhi, due bellissimi occhi neri
“E chi ti ha parlato dell’uomo nero?” chiese la madre
“Me lo ha detto oggi il mio compagno Carlo che l’ha sentito dal fratello Giovanni che ha già ben 9 anni” disse mentre cercava di aprire le dita per mostrare l’età di Giovanni ” é tuuutttooo nero e grande ed ha grande anche la bocca da cui spuntano due grandi denti appuntiti, gli occhi sono rossi come quelli dei diavoli.” disse la bimba mimando a braccia aperte e mostrando i dentini e facendo con la bocca “Uuhhhhuuuuu! Dice che viene la notte a spaventare i bambini che sono stati cattivi e facendo loro cose brutte. Tanti bambini sono spariti perchè li ha rapiti l’uomo nero.”
“E tu l’hai mai visto l’uomo nero?” chiese la mamma
“No. Ma ho tanta paura” rispose la figlia
“Se prende solo i bambini cattivi, di cosa hai paura? Sei stata cattiva?”
“No. Ma se si sbaglia e mi prende lo stesso?”
“Ora ti mostro una cosa” Le disse la mamma spegnendo la luce, la stanza divenne buia e la piccola pareva un tutt’uno con il letto, la mamma si stagliava minacciosa con il suo profilo, la luce cercava di farsi strada attraverso le persiane chiuse ma era troppo debole e pareva avesse paura anche lei “UUUHHHH” fece la mamma alzando le braccia in alto, le mani che penzolavano verso il basso “Ora anche io sono tutta nera. Hai paura anche di me adesso?” chiese con voce bassa e l’afferrò sui fianchi.
La bimba rimase interdetta per pochi secondi, poi rise quando sentì la mamma che con quella sua voce voleva imitare un probabile “uomo nero”
“Certo che no, lo so che sei la mia mamma” rispose la bimba ridendo e rise ancor di più quando la mamma le solleticò il pancino
“Sai piccoletta, una volta anche io avevo paura dell’uomo nero. Avevo paura del buio. Prima di addormentarmi sentivo ogni più piccolo rumore e pensavo stesse arrivando per prendermi” disse la mamma, mentre stringeva le spalle e tremava per far vedere che aveva paura.
“Ma ora non hai più paura perchè tu sei grande mamma” disse la piccola
“No, ora non ho più paura perchè mi é stato svelato un segreto” rispose la mamma
“Ooooh” fece meravigliata la bimba “E che segreto é?” chiese la piccola
“Un segreto che mi é stato chiesto di non svelare mai a nessuno”
“Nemmeno a me che sono la tua piccoletta?” disse la bimba mentre faceva gli occhi dolci
“Non saprei, ma…” E pensò ” Credo che mi sia stato svelato proprio per rivelarlo a te”
“A me?” disse stupita
“Sì, credo proprio che mi sia stato rivelato per te. Hai paura degli angeli?” Chiese mentre riaccendeva la luce
“Oh no! Degli angeli no, mamma”
“Sai come sono fatti?”
“Certo, me lo ha detto la nonna. Sono belli, con le ali e i lunghi capelli e vivono in Paradiso, perchè loro sono buoni e fanno compagnia a Dio e a Gesù e a Maria. E in paradiso tutti sono felici”
“Brava. Vedi ogni angelo ha un suo compito, c’é l’angelo che dà le ali quello che dà l’aureola, quello che prende nota di chi arriva, sono organizzati in Paradiso e ognuno ha un proprio compito da svolgere. Ma tra i tanti angeli ci sono quelli che lavorano proprio qui sulla Terra.”
“E chi sono mamma?” domandò la piccola
“Sono gli angeli custodi. Ogni persona ne ha uno accanto. Sono quegli angeli che ci ricordano i valori importanti, che non bisogna essere cattivi per il proprio egoismo”
“E anche io ne ho uno che mi protegge,mammina? Mi protegge dall’uomo nero vero?” chiese ansiosa la bimba
“Certo, hai un angelo custode anche tu,ma non lo puoi vedere. Ma non ti proteggono dall’uomo nero, perchè l’uomo nero non esiste. Sai loro si rendono invisibili e ci sono accanto per tutta la nostra vita, giorno e notte. A volte però é possibile vederli. Sai il loro lavoro é così duro che a volte si distraggono, e quando lo fanno…”
“…Li possiamo vedere!” finì la bimba
“Esatto. E se lo fanno mentre é notte vediamo solo il loro profilo e così molte persone si mettono paura e pensano di avere visto l’uomo nero. Questo accade perchè sono in un momento triste della loro vita, gli succedono cose brutte, esperienze negative e si arrendono e si abbattono e persino si scordano che hanno un angelo a vegliare su di loro.”
“E loro ci proteggono uccidendo i cattivi che vogliono farci del male?” Chiese la bimba
“No. Gli angeli non uccidono nessuno, altrimenti che angeli sarebbero?”
“E gli angeli custodi hanno un nome? Come l’arcangelo Gabriele?” chiese la piccola
“Il tuo angelo custode si chiama proprio come te, piccoletta mia” Rispose senza esitazioni, mentre si alzava per controllare fuori.
Il vento come zingaro si era spostato ad infuriare lontano da quella casa e le nuvole come gregge di pecore avevano seguito i suoi comandi. Poche nuvole ritardatarie erano rimaste indietro a coprire a pezzi qua e là il cielo, che poco a poco svelava una luna in compagnia delle sue mille e mille stelle.
“Hai ancora paura ora?” domandò la mamma
“No, ora che so che ho un angelo custode” rispose la figlia “Chi te l’ha detto degli angeli custodi?” chiese la bimba mentre guardava la mamma davanti la finestra a osservare fuori. La vedeva solo di spalle e così non vide mentre ripiegava i fogli e stringerli nei pugni. Si girò che li aveva piegati nella mano li ripose nel libro e lo chiuse.
“E’ una lunga storia” disse la mamma e si avviò a spegnere l’abat-jour “Se la vuoi sentire te la inizierò a raccontare domani sera quando sei a letto.”
“Dai mamma inizia stasera” chiese la bimba e facendole gli occhi dolci ancora una volta
“Stasera no. E’ molto tardi.” rispose
“Ti prego, almeno un pezzettino” chiese la bimba facendo gli occhietti da gatto.
“Non stasera. Punto!” rispose la mamma con tono fermo mentre con il dito indice segnava un punto su una lavagna immaginaria. La figlia sapeva che quando la mamma diceva “Punto” era meglio non insistere.
“Buonanotte, Piccoletta!” e le diede un bacio in fronte che la piccola ricambiò dandole un forte abbraccio.
“Buonanotte mammina” e mentre la mamma chiudeva la porta sentì dire alla piccola ” e buonanotte anche a te An…”
Un sorriso vestito di malinconia affiorò sulle labbra della mamma mentre una lacrima appariva sugli occhi…

Se volete leggere il seguito in ordine di uscita e i vari capitoli del
racconto
“Ho Ucciso Peter Pan”
Vi invito a visitare il blog :
http://latana.org/blog/greko/ho-ucciso-peter-pan/.
Il Racconto “*Ho Ucciso Peter Pan”* é rilasciato sotto le *C.C*
Creative Commons License
http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/
Ho ucciso Peter Pan by Cardone Andrea Gregorio
http://latana.org/blog/greko/about/
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License <http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.5/it/>.
Based on a work at latana.org
http://latana.org/blog/greko/ho-ucciso-peter-pan/.
I vari capitoli che leggerete potrebbero essere modificati durante il
tempo per i seguenti motivi:
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> – Per allineare la trama tra i vari capitoli
> Sono graditi vostri:
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